Viaggio Allucinante

Come nell'appassionante film Fantastic Voyage del regista Richard Fleischer del 1966, miniaturizziamoci e proviamo a seguire un piccolo grumo di olio fritto, scaricato nel lavandino della nostra cucina e sballottato attraverso tubature, fogne e depuratori, nella sua disperata corsa verso le acque libere.

Il viaggio di Grumo

Grumo, viscido e appiccicoso, non ha neanche superato il gomito del sifone che un violento spruzzo di detersivo e acqua, lo soffoca di schiuma. Si scompiglia un pò e poi precipita lungo un canale più largo, più buio ma qua e là con grandi fori. Da uno di questi, una cascata d'acqua, potente e scivolosa, lo investe, lo centrifuga e in men che non si dica, lo sbatacchia contro, NOOOOOO ! un altro grumo: più grosso e ricoperto di macchioline grigiastre.

- Fratello, stammi lontano. Ormai sono stato attaccato dal calcare e ben presto finirò appiccicato alle pareti di questa galleria, insieme al calcio, al magnesio e ai tensioattivi. Sarò parte di quelle minacciose incrostazioni che mi terranno per sempre prigioniero qui e non vedrò mai il Grande Bacino. Forse tu puoi farcela se scorri via veloce -.

Ma neanche a farlo apposta, a un tratto la tubatura diventa orizzontale e si stringe, si stringe: tutt'attorno incrostazioni di mille colori e un liquido saturo e denso, quasi stagnante. In fondo, una luce fioca: il pozzetto! Qui l'acqua lurida e ferma, contiene di tutto, ma tutto sembra morto. Da un ammasso informe, gigantesco e verdastro arriva un bagliore.

- Chi si muove quaggiù ? -

Grumo si gira e riconosce uno, due, tre....innumerevoli grumi di olio, abbarbicati a grossi grumi di grasso, residui di sapone e calcare, calcare a non finire.

- Guarda come siamo ridotti: intrappolati nella saponite. Da qui non usciremo mai se non quando l'Uomo-spurgo aprirà qui sotto e con assordanti manipolazioni meccaniche ci frantumerà e ci aspirerà, ridando temporaneamente spazio, luce ed aria a questa anticamera del Grande Canale: la fogna comunale. E' lei che trasporta i fortunati come te al prossimo ostacolo: il disoleatore e i fanghi delle vasche di depurazione. -

Grumo, spaventato e triste, approfitta di un piccolissimo sussulto dell'acqua e salta nel Grande Canale dove scorre, lento e regolare, quasi senza fermarsi. Quanto tempo è passato non sa dirlo, quando una luce lontana lo fa sperare di non essere in un sogno ma di essere arrivato miracolosamente in vista del Grande Bacino.

- Hai straparlato nel sonno, lo sai ?
- Una grumetta di olio, aggrappata a una lunga fibra di cotone sfilacciato lo riporta alla realtà.

- L'hai scampata bella là a mollo nei fanghi pullulanti di batteri che cercavano di digerirti ! -

- Allora siamo liberi ? -
- Beh, abbiamo buone probabilità di arrivare al Grande Bacino dove, insieme ad altri fortunati come noi, staremo distesi sul pelo dell'acqua per anni ed anni...

Sembra una storia a lieto fine come l'originale epilogo del film, che non sveliamo a chi non l'avesse ancora visto. E invece non lo è.
Perchè quel velo infinitesimo di olio steso su laghi e fiumi persiste a lungo e combina un sacco di guai togliendo ossigeno a fauna e flora, nell'acqua e fuori dell'acqua.

Ma Grumo non lo sa. E in fin dei conti non ha scelto lui di fare questa fine. Qualcuno lo ha buttato nel lavandino mentre poteva affidargli un destino molto più nobile e vantaggioso per tutti.